NON CI SONO ALLENAMENTI SPECIFICI PER QUESTO TERRENO, CHE NON SI TROVA MOLTO NELLE MARATONE NOSTRANE, MA QUALCHE CONSIGLIO DA TENERE A MENTE C’E’.

 

woman jogging in a green flower field

Il proliferare di maratone ed ecomaratone estive in montagna comporta un dispendio muscolare notevole, anche perché si affrontano salite, ma conseguentemente pure le discese. Normalmente si è abituati a pensare che su questo terreno si recuperi naturalmente, che ci si rilassi, ma chi ha un pò di esperienza di corsa sa che non è così, anzi proprio questi tratti in discesa, magari pure pochi, possono avere conseguenze nefaste sul proprio rendimento. Ci sono delle piccole accortezze da avere.

Premesso che quasi tutte le corse su strada cercano di proporre tracciati il più possibile pianeggianti, capita di trovare qualche cavalcavia. Non vengono fatti allenamenti specifici proprio perché la discesa non è un tratto frequente, e non influisce in maniera particolarmente positiva sull’evoluzione della corsa. Diverso è se si affronta una prova in montagna, dove allora bisognerà fare un lavoro muscolare diverso.

LE ACCORTEZZE DA AVERE

La discesa può avere un effetto traumatico sul fisico, quindi bisogna adattare delle piccole accortezze quando la si affronta: la tendenza che abbiamo è quella di frenare poggiando il tallone buttando indietro le spalle. Sono errori da non commettere: bisogna cercare di avere un’azione che rimanga il più elastica possibile, poggiando tutto il piede sul terreno, in quanto ogni urto del tallone sull’asfalto si ripercuote su tutto il corpo.

L’IMPORTANZA DELL’ELASTICITÀ

In questa bisogna prendere a esempio gli africani, osservarli quando in gara affrontano le discese, cercando di mantenere sempre un’azione estremamente elastica delle gambe e sopratutto dei piedi. Il problema è che gli amatori tendono sempre ad avere appoggi più lunghi, il piede invece deve avere un contatto il più breve possibile con il terreno, e ammortizzare al massimo. Questo va fatto cercando di affrontare la discesa senza paura, concentrati sull’azione di corsa.

LA DISCESA COME RECUPERO

Mount_2In allenamento la discesa ha una funzione importante nei lavori in salita, quando si fanno le ripetute. In quel caso deve essere affrontata al passo, perché è il momento che serve per recuperare, per ritrovare le energie tornando alla partenza. Per gli atleti mezzofondisti veloci sarà un ritorno di passo, e ci sarà un pò più di recupero in quanto lo sprint sarà più sostenuto; inverso il discorso per i fondisti, che affronteranno la discesa a ritmo di jogging, corsa lenta affrontando poi sprint meno tirati.

L’ALLENAMENTO SPECIFICO

Molti amatori si cimentano, sopratutto d’estate, con le maratone di montagna, con dislivelli pronunciati e quindi con discese lunghe, magari su sterrato. Vorrei chiarire che si tratta di prove molto diverse dalle semplici 42km, e necessitano di training specifico: se si affrontano maratone di montagna bisogna effettuare lunghi allenamenti su percorsi collinari, imparare a correre anche su terreni diversi dall’asfalto. In quel caso la discesa sarà in quantità notevole lungo il tracciato, ma sarà sufficiente tenere a mente le nozioni di prima, senza tirare allo spasimo, ma badando a mantenere un’azione di corsa fluida, e cercare di attutire ogni passo.