Scopriamo insieme quali integratori hanno davvero un effetto benefico sul nostro corpo e quali sono le dosi consigliate.

Ecco il punto: quali sono i migliori antiossidanti secondo le più recenti ricerche? E le vitamine? Quali i rischi e i benefici? Gli Hunza lo sanno e la scienza?

La questione degli integratori alimentari a base di vitamine, antiossidanti ed elementi minerali vari è andata negli ultimi anni sempre più complicandosi. Le informazioni che arrivano alle persone attraverso i media sono talvolta superficiali e talaltra subdolamente tendenziose. Il business in tale ambito è certamente in crescita, dunque con le ricadute di tipo etico e scientifico che ciò comporta.
Infatti, informazioni di un certo spessore scientifico non è facile trovarle e anche queste sono solitamente in contrasto le une con le altre, secondo le fonti di divulgazione e gli interessi o i partiti presi che sostengono o che combattono.

Se il parlamento europeo discute da tempo una normativa per ridurre le quantità giornaliere assumibili di vitamine a livelli che secondo taluni le renderebbero assolutamente inefficaci, ci sono d’altro canto associazioni e medici che promuovono un utilizzo quotidiano di dosi ad esempio di vitamina C che secondo i parametri dell’Unione europea stessa potrebbero essere definite “inverosimili”

Come fare allora a districarsi in questo dedalo di dati e informazioni contrastanti? Le vitamine fanno male o fanno bene? E in quali dosi possono essere assunte? Gli antiossidanti funzionano davvero? E quando è consigliato assumerli? Ci sono strumenti per verificare la loro efficacia e funzionalità? Quali sono le migliori sostanze naturali vivificanti con azione antiossidante in commercio?

Non è certo facile pretendere di rispondere a tutti questi interrogativi. Diciamo che l’intento di questo articolo è quello di cercare di fare un po’ il punto della situazione, per quello che ci è dato sapere, e informare i lettori su alcune questioni e prodotti particolari che pare siano davvero degni di interesse per la salvaguardia della nostra salute.

Quali e quante/i
Sulla salubrità e l’uso terapeutico delle vitamine pare ci sia ormai abbastanza accordo tra gli scienziati. Le vitamine che sono pericolose se assunte in quantità elevate sono state individuate (la vitamina A soprattutto – la discussione è però ancora aperta).
Semmai si discute sulle dosi quotidiane che è possibile assumere. Qui le diversità sono enormi. Per esempio per la vitamina C si può andare dalla raccomandazione di assumere massimo 60 milligrammi (mg) al dì e arrivare a chi raccomanda un’assunzione giornaliera di… 18 grammi!
Anche le quantità di vitamina B12 variano da un minimo di 3 mg a un massimo di 200 mg e quelle di vitamina E da 10 Unità Internazionali (UI) a 800 UI. E via di seguito anche per minerali e altri antiossidanti. In effetti, sicuramente è facile intuire che secondo la scelta della dose i risultati potrebbero essere completamente diversi.
Gli studi del premio Nobel Linus Pauling confermerebbero la necessità di dosi elevate per ottenere un qualsivoglia risultato curativo, dosi cui peraltro l’attuale orientamento medico sta opponendosi motivandolo con la dovuta cautela per eventuali effetti collaterali indesiderati. Effetti che invece secondo i partigiani delle vitamine ad oltranza non si presentano se non in modo passeggero e facilmente rimuovibile (diarrea ecc.) diminuendo per qualche giorno la dose.
Se su questi temi è possibile comunque trovare veramente una marea di dati e studi su cui poi cercare di farsi un’opinione propria, è invece argomento sconosciuto la nocività dell’utilizzo di antiossidanti in caso di cancro. Questo tema controverso (basti pensare all’uso dell’ascorbato di potassio come cura anticancro) è stato ultimamente riportato alla ribalta dagli studi di un oncologo italiano, il dott. Maurizio Grandi di Torino, che lavora da anni sulla terapia preventiva e curativa con vitamine e antiossidanti.
Secondo gli studi del dott. Grandi è assodato ormai che le vitamine assunte in caso di cancro sono dannose. Gli antiossidanti assunti con cancro dichiarato peggiorano la situazione in quanto alimentano il cancro stesso permettendogli di vivere e resistere più a lungo. Gli antiossidanti cioè non forniscono energia solo alle cellule sane ma anche a quelle tumorali garantendo loro maggiore longevità. Gli antiossidanti frenano tra l’altro l’azione ossidativa della chemioterapia per cui chi vi ricorre in concomitanza con questo trattamento non fa altro che ridurne gli effetti che dovrebbe avere e per cui viene somministrato. Secondo Grandi infatti bisogna ossidare molto bene per ledere il tumore.
Gli antiossidanti sono invece ottimi come sostanze per la prevenzione anticancro. Su tutto incombe poi secondo la ricerca più recente, un altro pericolo di non poco conto. Si tratta del problema del confezionamento delle vitamine e degli antiossidanti in generale. Ci sono dei ricercatori che avrebbero scoperto che alcuni tipi di confezioni non preservano le vitamine stesse che così vengono ingerite in stato di ossidazione producendo l’effetto opposto per cui vengono ingerite. Sebbene tutto questo resti ancora più che altro a livello di ipotesi e necessiti di ulteriori dimostrazioni e studi, è palese che il tema è molto più intricato di quanto si creda.

Efficacia e potenza
Se invece volessimo analizzare gli antiossidanti in merito alla loro efficacia e potenza si è ormai consolidata in questi anni a livello scientifico la conoscenza che la microidrina (commercializzata come Microhydrin Plus®) è il più potente antiossidante che ci sia. Sebbene infatti si parli molto di altre sostanze di questo tipo, la microidrina è rimasta sempre un pò nell’ombra, pur essendo un prodotto di tutto rispetto e anzi secondo taluni probabilmente il migliore.
La microidrina è stata creata dai coniugi dott. Patrick e dott. Gael Crystal Flanagan, dopo trent’anni di ricerche sull’acqua himalayana che bevono gli Hunza, il popolo che vive sulle montagne del Nepal, noto per la sua salute e longevità.
In sostanza è acqua vitalizzata in capsule che contiene particelle di silicio così come in natura le contengono le acque dei ghiacciai che bevono appunto gli Hunza. L’aggiunta è stata fatta dai Flanagan ricorrendo a nanoparticelle (i nanocolloidi) che sono della dimensione di 5 nanometri di diametro.
La materia viva si distingue da quella inerte in base al suo potenziale elettrico (potenziale ossidoriduttivo, ORP). «L’ORP dell’acqua inerte (imbottigliata) è di circa +300 millivolt (mV), del succo di carota (coltura non organica) è di –100 mV, del succo di carota fresca da coltura organica è di -120 mV, del succo del grano giovane è di -250 mV, mentre quello dell’acqua naturale “Hunza” arriva fino a -350 mV. Un bicchiere d’acqua vitalizzata con una capsula di microidrina, secondo le analisi dell’Istituto E/IT (Fullerton), ha un potenziale di -650 mV. La tensione superficiale dell’acqua vitalizzata con la microidrina si abbassa così da 72 dina al centimetro (dyn/cm) ad un livello di 45 dyn/cm, che è quello caratteristico del sangue umano»[da Microidrina. Una polvere minerale che vitalizza l’acqua, Aura, n. 124, 1999]

Questi risultati strabilianti sono stati comprovati anche in Italia dalle apparecchiature bioelettroniche di Louis-Claude Vincent (sulla straordinarietà di queste strumentazioni ritorneremo più avanti).
La microidrina è quindi una sostanza dal potere curativo non comune. Alcuni ricercatori e medici cosiddetti “dissidenti dell’AIDS”, come il tedesco Heinrich Kremer, sostengono addirittura che la essa favorisca il trasporto degli elettroni nella catena di respirazione a livello mitocondriale, con tutto quello che questo significa a livello di prevenzione e cura di cancro e malattie immunitarie come appunto l’AIDS. Inoltre sino ad ora non sono stati rilevati effetti nocivi collaterali per il suo utilizzo. Essa in effetti contiene solo silicio, idrogeno, ossigeno, potassio, solfato di magnesio e polvere di riso. L’importanza per la salute di composti come silicio, potassio e magnesio sono ormai risaputi. Senza contare il rilievo di idrogeno e ossigeno per la vita in generale.
Quest’acqua vitalizzata si comporta come un nastro trasportatore che seleziona e trasporta sostanze vitali da e per tutte le cellule dell’organismo attraverso i colloidi di silicio anioattivo che si “accollano” tali sostanze mediante il principio della condensazione energetica a carica negativa. I colloidi riescono a svolgere anche un’azione di pulizia rimuovendo scorie e tossine che altrimenti si depositerebbero sulle pareti di vene e intestino o rimarrebbero come rifiuti nei liquidi extra- e endocellulari.
Anzi, la microidrina comporta l’eliminazione di una grande quantità di tossine che talvolta gli organi escretori hanno difficoltà ad eliminare per cui possono presentarsi occasionali mal di testa o formazione di muco ecc. In tal caso bisognerebbe diminuire le dosi e bere molto dando tempo al corpo di organizzarsi per l’eliminazione graduale delle scorie tossiche. La migliore dinamica per ottenere tale risultato – come si legge ancora su Una polvere minerale che vitalizza l’acqua – è quella seguente: «Il corpo necessita di determinati antiossidanti per scopi specifici. Per la neutralizzazione di alcuni radicali liberi è ad esempio più adatta la vitamina C. Quando cede il suo elettrone al radicale, la vitamina diviene essa stessa un radicale libero debole. Essa riceve perciò un altro elettrone ad esempio dalla provitamina A, che diviene a sua volta un radicale libero (ancora più debole). Questa riceve poi un elettrone da un altro antiossidante. Per un buon funzionamento delle vitamine è quindi necessaria tutta una serie di altre vitamine o antiossidanti. Alla fine di questi passaggi “a cascata” di elettroni rimane comunque un “residuo tossico”. Se l’organismo contiene sufficiente acqua viva, questa gli cederà un suo elettrone superfluo (ogni [atomo di] idrogeno nelle molecole di H2O ha un elettrone aggiuntivo ed è perciò nella sua forma anionica H-) e lo neutralizzerà. Con ciò non rimane alcun residuo velenoso. La molecola di acqua viva si trasforma semplicemente in acqua normale che potrà essere espulsa con facilità. L’acqua viva è quindi estremamente importante per il buon funzionamento degli altri antiossidanti, di cui non prende il posto, ma bensì li completa»
Possiamo qui segnalare comunque altri importanti antiossidanti che si possono utilizzare e che sono l’acetil-cisteina e il glutatione ma anche sostanze di basso costo e facile reperibilità come il succo di mirtillo e il succo di limone. Anche questi ultimi due composti sono stati analizzati con la bioelettronica Vincent e hanno dato risultati di notevole rilievo.

La bioelettronica di Vincent
È una tecnica diagnostica creata negli anni Cinquanta, dopo trent’anni di studi, dall’ingegnere francese che le ha dato il nome. Oggi è utilizzata in tutto il mondo e anche in Italia si inizia a parlarne (sito ufficiale francese – www.bevincent.com.).
Si tratta di una tecnica fisico-chimica che fonda i suoi dati e rilievi sullamisurazione del pH, dell’rH2 e della resistività elettrica delle soluzioni o sostanze che analizza. L’rH2, o coefficiente di ossidoriduzione, è un indice che nostra per un dato pH le facoltà riduttrici o ossidanti della soluzione.
Con il metodo Vincent è possibile verificare lo stato di salute di un individuo in un determinato momento e verificare per esempio se sangue e urine si stanno ossidando, se c’è la presenza di un cancro ecc. Con le apparecchiature bioelettroniche di Vincent è però possibile anche verificare e misurare la potenza vitale degli alimenti e valutare l’efficacia delle sostanze curative come ad esempio gli antiossidanti.
Si possono inoltre verificare gli stati di inquinamento e ossidazione di cibi, sostanze, acqua e molto altro.
Siccome tutto poi si deve tradurre in un agire per il ripristino dei valori dei tre indicatori entro parametri che statuiscono la normalità e lo stato di salute, è importante selezionare con prudenza i rimedi e gli antiossidanti da assumere per non creare altri squilibri che andrebbero invece in senso opposto (eccessiva alcalinizzazione, superossidazione ecc.).
E qui ritorniamo alle domande di partenza. Quando si dice che la storia è circolare… Qualche paletto sul sentiero comunque è stato piantato. Prima o poi si riuscirà anche a costruire una strada. Romantica e avventurosa come un sentiero però non lo sarà mai.

La questione delle dosi
Tutta la questione rientra nel dibattitto sul cosiddetto Codex Alimentarius, una raccolta di norme internazionali adottate dalla Commissione del Codex Alimentarius stesso, organismo istituito nel 1962 dalla FAO (Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura) e dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità). Questa Commissione avrebbe il compito di uniformare produzione e commercio dei prodotti alimentari, al fine di facilitare gli scambi internazionali e garantire prodotti non adulterati e non nocivi. Purtroppo la via intrapresa da questo organismo è piuttosto filo multinazionali farmaceutiche, per cui ne sta uscendo una serie di norme restrittive per quanto riguarda preparati erboristici e integratori alimentari.
Per quanto Le dosi minori sono le Recommended Daily Allowances, cioè le Razioni Giornaliere Raccomandate di vitamine e di altri micronutrienti stabilite dal Comitato per l’Alimentazione e la Nutrizione dell’Accademia Nazionale delle Scienze statunitense come il minimo vitale per evitare malattie da carenza. Le dosi massime sono quelle ipotizzate da Linus Pauling nelle sue ricerche. A proposito di Pauling in italiano è possibile trovare in biblioteca un suo titolo che fa testo: Pauling Linus, Come vivere più a lungo e sentirsi meglio, Frassinelli, Milano, 1989. Inoltre vedasi Pauling Linus, Vitamin C and the Common Cold, W.H. Freeman and Company, San Francisco, 1970. Un’edizione un pò più aggiornata dei suoi lavori in lingua inglese è invece: Cameron, Ewan e Pauling, Linus, Cancer and vitamin C, Camino Books, Philadelphia, 1993.

Cos’è la medicina ortomolecolare
La medicina ortomolecolare è un metodo terapeutico che consiste nella somministrazione di dosi elevate di vitamine e sali minerali per la salute fisica e mentale. Essa è una disciplina che parte dal principio scientifico per cui è possibile preservare o riconquistare la salute modificando la concentrazione delle cosiddette sostanze essenziali presenti nel corpo. Ogni organismo ha un determinato bisogno di ognuna di queste sostanze nutritive essenziali. Le carenze (dovute non solo a fattori dietetici ma anche psicologici) delle stesse portano allo sviluppo di patologie le più varie. Attualmente sono 45 le sostanze in questione e comprendono vitamine, oligoelementi, aminoacidi e acidi grassi essenziali.
Sito di riferimento: http://www.aimo.it/associazione.html
Per saperne di più sull’Apparecchiatura per Bioelettronica di Vincent
http://www.procaduceo.org/it_home/struindx/bvincent.htm
http://www.procaduceo.org/it_mater/dizionari/dizion20.htm#BEV

Biblio sulla microidrina e i suoi effetti
Si possono visionare in merito un paio di fonti dirette sul lavoro dei Flanagan(Flanagan, P. e Flanagan, G.C):, Elixer of the Ageless, Liquid Crystal Water, Electro-Colloidal Mineral Concentrate, 2nd ed. Flagstaff, AZ. Vortex Press, 1986; e Flanagan Microcluster Studies at the University of Massachusetts;

Studi ulteriori sono reperibili su Howard, Clinton H. e Lloyd, Kimberly, Abstract of Evaluation Studies of Microhydrin®. A Functional Silicate Nanocolloid, in Royal BodyCare, 30 luglio 1999.

La letteratura scientifica la accredita per: asma, bronchite, enfisemi, immunodeficienza e malattie degenerative, cancro, morbo di Alzheimer, angina, arteriosclerosi, artrite, malattie cardiache e collassi, tubercolosi, depressione, diabete, fibromialgia, herpes, stanchezza cronica, eritemi solari, osteoporosi, osteoartriti, logoramento delle cartilagini, infezioni virali, batteriche, fungine, influenza e raffreddore, gonfiore alle gambe, lesioni, paradentosi, gengiviti, mancanza di concentrazione, problemi digestivi, invecchiamento, stress, ipercolesterolemia, ipertensione, avvelenamenti da alluminio, tossicodipendenze ecc.

 

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