Cosa si intende per congestione dell’organismo? Che cosa la determina?

In condizioni di salute il nostro corpo è capace di provvedere autonomamente al drenaggio dalle impurità e di non incorrere in una congestione dell’organismo. Attraverso l’azione di intestino crasso, fegato, reni, fegato, linfa e pelle, l’organismo neutralizza ed elimina le proprie tossine. Si tratta di uno dei processi naturali più importanti. Il sistema linfatico e l’apparato circolatorio sanguigno, in sinergia con l’intestino crasso, l’apparato urogenitale e il fegato, espellono regolarmente dall’organismo le sostanze tossiche. Questo processo di eliminazione degli scarti tossici avviene incessantemente, così come il battito cardiaco o la respirazione.

Sarebbe fantastico se i sistemi coinvolti in questo meccanismo riuscissero effettivamente a liberarsi di tutte le tossine come è stato previsto dalla natura. Tuttavia dall’ambiente esterno giungono nel nostro corpo ben più sostanze inquinanti di quante l’organismo non sia in grado di smaltire. Gli organi interni e i sistemi che in passato riuscivano a svolgere la loro naturale funzione drenante, oggi sono rimangono intasati: nonostante i loro strenui sforzi, nei tessuti rimangono comunque numerose sostanze indesiderate; a causa di questa congestione dell’organismo si vengono a creare le condizioni favorevoli per lo sviluppo di svariati tipi di infezioni.

Conosciamo tutte le principali funzioni del sangue: esso trasporta il nutrimento e l’ossigeno alle cellule e porta via anidride carbonica e altri prodotti di scarto. Un altro importante ruolo è quello di scovare e distruggere i microorganismi estranei che penetrano nel nostro organismo.
Ma se attraverso il flusso ematico, insieme alle sostanze nutritive e all’ossigeno circola una grossa quantità di tossine e tutto ciò giunge alle cellule, può una persona rimanere in salute?

La risposta non può che essere negativa!

Ma da dove arrivano le sostanze nocive che intossicano il nostro corpo?

Che cosa sono realmente?

LE TOSSINE

In ogni organismo umano è presente una certa quantità di sostanze nocive che si definiscono tossine (dal greco toxikon – “veleno”).

Facciamo innanzitutto chiarezza sui termini.
Recentemente è diventato di uso comune il termine “scorie” riferendosi alla fisiologia del corpo umano. La prima definizione data dai dizionari è “materiale residuo di un processo di estrazione o lavorazione dei metalli”. Ma riferito al corpo umano la parola “scorie” sta ad intendere quei prodotti che si formano in seguito alle attività svolte dal nostro organismo.
Disgraziatamente questa definizione è piuttosto riduttiva rispetto a tutte le sostanze nocive che si formano e accumulano nel nostro organismo nel corso delle sue attività vitali. Pertanto, per evitare confusioni nella terminologia, chiameremo ogni tipo di sostanza nociva che ostacola le funzioni fisiologiche dell’organismo e può contribuire all’insorgere di
malattie o addirittura alla morte con il termine “tossina”. Divideremo quindi queste tossine solo in base al criterio della loro provenienza: dall’esterno o dal nostro organismo stesso.

Le tossine si dividono infatti in due grandi gruppi

ESOTOSSINE – sostanze nocive di origine naturale o chimica che giungono nell’organismo dall’ambiente esterno attraverso l’aria, l’acqua, il cibo, ecc. Afferiscono a questo gruppo anche i fattori fisici che interferiscono con i processi metabolici: l’interferenza dei campi magnetici, le vibrazioni, la pressione acustica e l’inquinamento luminoso. Ci si imbatte con le esotossine principalmente nei seguenti casi:

  •  avvelenamenti alimentari (tossine prodotte da microbi e funghi, nitrati, nitriti, metalli pesanti, ecc.);
  • attraverso la respirazione, quando l’aria carica di impurità (ad esempio, nelle grandi città industriali, al lavoro nelle aree produttive o in aree particolarmente inquinate);
  • assunzione di eccessive dosi di alcool;
  • intossicazione da medicinali (assunzione di medicinali che contengono sostanze tossiche o semplicemente in dosi massicce).

Convenzionalmente si possono poi suddividere le esotossine in alcuni sottogruppi.

PRIMO GRUPPO – sostanze chimiche che penetrano nell’organismo dall’ambiente esterno. Si tratta di veleni di origine industriale, sali di metalli pesanti, nitriti, nitrati, pesticidi, ecc. Essi possono giungere nell’organismo umano attraverso l’acqua, il
cibo, l’aria respirata, la pelle e le mucose.

Ad esempio, l’aria delle nostre città presenta eccessive quantità di piombo, cadmio ed altri metalli pesanti. Per giunta, quanto più numerose sono le fabbriche in cui si lavorano metalli colorati, si producono apparecchi elettrici e macchine industriali, e gli stabilimenti metallurgici, tanto maggiore sarà la minaccia nelle città circostanti.

I metalli pesanti sono veleni che danneggiano le cellule e ostacolano le funzioni del fegato.
Occorre qui ricordare che il fegato non è solo l’organo più importante per quanto concerne la disintossicazione dell’organismo, ma sovrintende anche a tutti i tipi di metabolismo ed è coinvolto nel sistema immunitario.

Il rame, lo zinco e il cromo in forme inorganiche rappresentano veleni capaci di provocare anemia, agiscono sfavorevolmente sui reni e predispongono all’insorgenza di allergie. Tutto ciò è già possibile con quantità minime di questi metalli, mentre in caso di forte avvelenamento si arriva addirittura alla distruzione delle cellule del sangue, con tutte le conseguenze del caso.

Il mercurio è impiegato in agricoltura per contrastare i roditori, nelle lampade elettriche, nei medicinali, ecc. Questo metallo pesante può danneggiare i reni e gli organi preposti alla produzione del sangue, e può quindi provocare anemia.

Se si consuma pesce allevato in vasche nelle cui vicinanze siano presenti stabilimenti industriali, si può essere certi che mangiandolo si assumono anche le tossine generate da quegli impianti. I nitrati e i nitriti fanno ingresso nel nostro corpo attraverso il consumo di ortaggi coltivati in aree ecologicamente non sicure. Ad esempio, i cereali coltivati in prossimità di autostrade divengono fonte di piombo. Le piante officinali raccolte dove ci sono strade possono contenere diverse tossine e sostanze nocive. È per tale ragione che le piante vanno raccolte almeno a 500/600 metri di distanza dalle vie di comunicazione automobilistiche e ferroviarie.

SECONDO GRUPPO – tossine di origine naturale. Ad esempio, se i prodotti alimentari sono contaminati dalla salmonella, si può avere un forte avvelenamento tale da richiedere l’intervento medico. È possibile rimanere intossicati da funghi sconosciuti o piante velenose. Anche nel caso in cui si faccia uso prolungato di prodotti alimentari di scarsa qualità, contaminati ad esempio con funghi microscopici (miceti) che non destano una reazione avvertibile nell’immediato, si accumulano comunque tossine. Di conseguenza l’organismo umano subisce una costante benché lenta intossicazione, che determina la continua morte di una gran quantità di cellule e infine l’insorgere di malattie o un invecchiamento precoce. Funghi del genere possono essere presenti nel riso, nel mais, nelle arachidi e nelle noci, se non conservati correttamente.

TERZO GRUPPO – conservanti, additivi, coloranti. Molte di queste sostanze sono cancerogene, cioè capaci di provocare la nascita e la crescita di cellule tumorali nell’organismo. Facendo la spesa al supermercato vale la pena di soffermarsi a leggere nell’etichetta dei prodotti quali conservanti e coloranti fanno parte degli ingredienti. Dedicare cinque minuti del proprio tempo a studiare bene l’etichetta può aiutarci quindi a prevenire le malattie oncologiche.

È ovviamente di gran lunga preferibile scegliere i prodotti freschi. Per quanto invece riguarda le conserve, nei limiti del possibile è consigliabile prepararle in casa: verdure in vetro, marmellate o succhi di frutta.

QUARTO GRUPPO – gli xenobiotici. Gli xenobiotici sono sostanze estranee all’organismo che non sono spontaneamente presenti in natura. In altre parole, sono sostanze artificiali. Molto spesso si tratta di sostanze contenenti cloro, nocive per la salute. L’organismo umano ha sviluppato in millenni di evoluzione una resistenza a determinate tossine ed ha elaborato i propri meccanismi di neutralizzazione. Tuttavia va osservato che già nel ventesimo secolo una valanga di nuove tossine si è riversata sull’uomo. Si contano oggi circa 4000 diversi xenobiotici.

Un esempio tipico di xenobiotico è la diossina, un vero veleno per le cellule. Essa è capace di agire sul nucleo stesso della cellula. La dose mortale di diossina è di 1000 volte minore rispetto a quella di alcune sostanze utilizzate nelle armi chimiche. La diossina è presente nei gas di scarico delle automobili, è generata dal trattamento termico degli scarti plastici, dalla produzione di coloranti e dalla clorazione delle acque; è presente anche nel fumo da tabacco. Il decadimento della diossina dalla terra può durare fino a dieci anni; dall’organismo fino a 8 anni.

ENDOTOSSINE – sostanze nocive che si formano nell’organismo come prodotto di scarto delle attività vitali. Le endotossine si formano anche quando il nostro organismo lotta contro microorganismi estranei. Tuttavia, se l’organismo non si attiva immediatamente dopo l’intrusione del microorganismo, anche i prodotti di scarto delle attività vitali del microorganismo stesso sono endotossine e contribuiscono ad intossicare l’organismo dall’interno.
Si producono quantità particolarmente importanti di tossine in diversi tipi di malattie e alterazioni metaboliche, ad esempio:

  • irregolarità intestinale (disbatteriosi);
  • disfunzioni del fegato (diverse forme di epatite);
  • affezioni del nasofaringe (tonsillite, faringite, influenza, malattie da raffreddamento);
  • malattie della cavità orale (parodontite, parodontosi, gengivite);
  • malattie renali;
  • stati allergici;
  • stress.

Questa lista non è certamente esaustiva, non essendo possibile qui elencare tutte le malattie e le condizioni dell’organismo che possono portare alla formazione e all’accumulo di notevoli quantità di sostanze nocive.

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