DONNA E BICI DUE REALTÀ IN PERFETTA SIMBIOSI

Sono ormai passati molti lustri da quando si affermava che pedalare con scopi agonistici non faceva per il gentil sesso. Con piacere invece vediamo che in griglia di partenza cresce sempre più la schiera di belle atlete. Eleganza, cura dei particolari, passione…la donna è inoltre dotata di un “feroce” agonismo (ancor più del maschio) per primeggiare. Scopriamo i motivi della sua naturale predisposizione al ciclismo.

Bio posizione e donna

I dati antropometrici ci dicono che la ciclista ha una leva certamente più adatta, infatti possiede un rapporto femore-tibia migliore del maschio (1,14 contro 1,11), perciò maggiore “ampiezza” del gesto.

Tipologia atletica

In base ai dati, sappiamo che il 90% delle atlete appartiene alla tipologia Alfa, ovvero il profilo che vanta il maggiore “potere volitivo” (tanto che spesso il coach deve frenarlo…).

Valori fisici

In questo l’atleta maschio è certamente più dotato, ma ciò non impedisce alla femmina di esprimersi al meglio su ogni tipo di percorso. In genere la donna sopperisce a questa carenza con determinazione e con la grinta che la contraddistinguono per la difesa del proprio ego. È così anche nel mondo animale.

Coach e atleta donna

Il rapporto del trainer e con le atlete è molto più facile, infatti di norma sono più attente, più precise, pragmatiche, disciplinate, credono e seguono la pianificazione della stagione con l’intelligenza di cui sono dotate. Come detto, tendono a mettere in atto il programma con un elevato potere volitivo e spesso esagerano (primeggiare è una loro atavica dote): appunto per questo spesso devono essere frenate, anche perché è necessario e importante considerare il loro profilo ormonale ad andamento dinamico.