CHE COS’E’ LA MEMORIA DELL’ACQUA


L’acqua, una molecola che regola tutte le funzioni dell’organismo e che, grazie alla ricerca di scienziati italiani e internazionali, si è scoperto essere dotata di memoria e coerenza...


L’acqua, una molecola che regola tutte le
funzioni dell’organismo e che, grazie alla ricerca di scienziati
italiani e internazionali, si è scoperto essere dotata di
memoria e coerenza. È veramente possibile? E cosa comporterebbe
questa rivelazione?


Jacques Benveniste e la memoria dell’acqua

Per memoria dell’acqua si intende la possibilità dell’acqua, in
forma liquida, di mantenere una “impronta” delle sostanze con
cui è venuta in contatto. 
Fu l’immunologo francese Jacques Benveniste a pubblicare nel
1988, sulla prestigiosa rivista internazionale “Nature”, i
risultati di rivoluzionari esperimenti che dimostravano come
l’acqua fosse capace di mantenere unamemoria/informazione di
sostanze in essa disciolte o diluite; tali risultati non solo
avrebbero potuto fornire una base scientifica ai principi della
medicina omeopatica ma, soprattutto, avrebbero scardinato
consolidate conoscenze di fisica, chimica e medicina,
costringendo ad una revisione e riscrittura di più nozioni. 
Nonostante la bocciatura della comunità scientifica, le ricerche
iniziate da Benveniste e dai gruppi da lui capitanati
proseguirono, incoraggiate dalla curiosità e la voglia di
approfondire sia di scienziati italiani che di personalità
illustri del mondo della scienza (quali il premio Nobel Luc
Montagnier).


Le basi fisico-chimiche della memoria dell’acqua

Tutti gli organismi viventi irradiano un debole ma permanente
flusso di radiazione elettromagnetica la cui intensità spazia
dalla luce visibile all’ultravioletto. Queste emissioni di
energia avvengono a livello cellulare e, essendo portatrici di
informazioni, secondo il biofisico di fama mondiale Fritz Albert
Popp, non solo regolano la crescita e la rigenerazione delle
cellule e ma ne controllano anche tutti i processi biochimici.
Una prima evidenza scientifica a questa teoria fu data da un
medico italiano, il dottor Sergio Stagnaro, intorno al 2007.
Egli combinò un raffinato e preciso metodo di investigazione
clinica, studiato e messo a punto da lui stesso, la semeiotica
biofisica quantistica (SBQ), con i più innovativi strumenti
della nanotecnologia, in grado di captare e ritrasmettere i
biofotoni emessi a livello cellulare. Il dottor Stagnaro
dimostrò che, nei sistemi biologici, molecole come ormoni e
neurotrasmettitori, considerati dei messaggeri chimici, agiscono
mediante un principio di Energia-Informazione (EI), ossia
veicolano radiazioni elettromagnetiche intrise di informazione
qualitativamente importante. Questi lavori erano perfettamente
coerenti e in sintonia con gli studi dello scienziato
russo Petar Gariaev sulla genomica ondulatoria, che trovarono un
riscontro sperimentale sia dallo stesso scienziato russo, sia
dai ricercatori della SBQ.
Gariaev ipotizzò e confermò che il genoma umano è una struttura
tridimensionale in continua rotazione in grado di ricevere e
trasmettere radiazioni elettromagnetiche. Esso cioè si
comporterebbe come una rice-trasmittente. 
Tutte le radiazioni elettromagnetiche viaggiano da strutture
trasmittenti (come i neurotrasmettitori e gli ormoni) verso
delle strutture riceventi (come il DNA). Questo significa che
nei sistemi biologici la trasmissione della EI avviene, oltre
che attraverso canali usuali come il sistema linfatico, il
sistema sanguigno, quello nervoso ed altri, anche per
bio-risonanza, sfruttando sia le proprietà del DNA di
comportarsi come antenna che dell’ampia gamma di trasmettitori e
ricettori di cui sono dotati i sistemi biologici. E l’acqua in
tutto questo cosa c’entra?



Cos’è la memoria dell’acqua?

Ebbene, per l’acqua non si parla di EI piuttosto di
Memoria-Informazione (MI) ossia:
1) l’acqua agisce come un recettore, essendo in grado di
ricevere le frequenze d’onda e di memorizzarle (memoria);
2) l’acqua agisce come trasmettitore, trasmettendo le frequenze
delle onde memorizzate (informazione).
Queste caratteristiche biofisiche, chimiche ed
elettro-magnetiche dell’acqua sono state messe in evidenza da
esperimenti indipendenti l’uno dall’altro, che confermano il
contributo di Beneviste. 
Fu Luc Montagnier, Premio Nobel per la medicina, a confermare
l’emissione di onde a bassa frequenza (EMS) in alcune diluizioni
di filtrati provenienti da colture di microorganismi (virus,
batteri) o dal plasma umano infettato dagli stessi agenti
patogeni. 
Essendo la dimensione delle strutture che generano le EMS molo
piccole, ciò ha giustificato la loro denominazione di
“nanostrutture”.
Gli studi seguenti fecero presupporre a Montagnier e ai suoi
collaboratori come potesse essere l’organizzazione dell’acqua a
spiegare tutto. L’acqua non solo è in grado di interagire con le
molecole disciolte in essa, stabilizzandole, ma le stesse
molecole di acqua possono formare aggregati o polimeri
(strutture comunque piuttosto labili).
Fu poi Emilio del Giudice, scienziato di fama internazionale, e
il suo gruppo di lavoro, a proporre e mostrare come l’acqua
potesse organizzarsi in domini di coerenza, con la dimensione di
nanostrutture ed in grado di autorigenerarsi e mantenersi con
l’emissione di onde elettromagnetiche. 
I Domini di Coerenza sono il risultato della capacità di
aggregazione e cooperazione per una finalità che i campi
elettromagnetici informati hanno di organizzarsi in strutture
complesse. Emilio del Giudice capì come l’acqua, che è il
miglior solvente universale, fosse in grado di memorizzare le
informazioni ricevute dai soluti con i quali entrava a contatto,
aggregandoli in gruppi di molecole chiamate ”bioclusters”
(domini di acqua corrente dotate di un proprio Campo Elettro
Magnetico, CEM) attraverso il quale avviene un continuo scambio
di informazione.
Emilio dal Giudice condusse, assieme a Giuliano Preparata, le
ricerche sul fenomeno della memoria dell’acqua nell’ambito
della CQED (elettrodinamica quantistica coerente). Secondo
questa teoria esistono domini di coerenza nell’Universo, in
grado di allineare i campi elettromagnetici. Questo potrebbe
rappresentare un fondamento scientifico alla dinamizzazione
omeopatica (lo scuotimento del prodotto omeopatico diluito per
almeno 100 volte in senso verticale, con movimenti netti, veloci
e di breve distanza) poiché le molecole di acqua conserverebbero
una geometria molecolare correlata agli elementi chimici con cui
entrano in contatto.

Questi domini di
coerenza hanno una dimensione di decine di micron, in cui
milioni di molecole oscillano all’interno di un campo
elettromagnetico di tipo coerente,.



I messaggi dell’acqua

Recenti esperimenti condotti da Germanov e altri ricercatori SBQ
nel 2011 mostrano risultati molto interessanti: sostanze
chimiche di natura organica e non organica, nonché molecole
biologiche e composti organici complessi emettono,
rispettivamente, singole frequenze elettromagnetiche o uno
spettro di frequenze che corrisponde a quelle delle sostanze
contenute.
La memoria-informazione dell’acqua può inoltre essere sfruttata
per energizzare l’acqua con un dispositivo in grado di catturare
le frequenze di farmaci per poi ritrasmetterle nell’acqua.
Questo può aprire nuove prospettive nell’uso di farmaci con gli
stessi risultati terapeutici ma limitando i loro dosaggi.
Inoltre, gli stessi fluidi biologici umani (sangue, urine, ecc),
emettono segnali che caratterizzano lo stato del corpo e
riflettono l’attività della coscienza umana. È stato il
giapponese Masaru Emoto a sostenere come la coscienza umana
avesse un effetto sulla struttura molecolare dell’acqua. 
Dal 1999 Emoto ha pubblicato diversi volumi di un lavoro dal
titolo “I messaggi dall’acqua”, contenenti fotografie di
cristalli di acqua esposti a variabili diverse e successivamente
congelata, in modo da formare strutture cristalline.
Dall’osservazione delle fotografie si evince come parole,
preghiere, musica e ambiente esercitino un vero e proprio
effetto fisico sulla struttura cristallina dell’acqua,
modificando la semplice struttura di base esagonale dei
cristalli di ghiaccio di acqua non condizionata (tra l’altro
dispersi in modo caotico), nelle strutture belle e raffinate,
disposte in modo armonico e simmetrico, dei cristalli di
ghiaccio di acqua “informata”.
Seguendo le ipotesi del ricercatore giapponese la SBQ ha creato
un interessante test per verificare l’ipotesi di interazione tra
la MI dell’acqua e la musica con il risultato che la musica
energizza effettivamente l’acqua. Questa evidenza sperimentale
apre nuove prospettive sulla musicoterapia e le sue applicazioni
per l’autismo infantile, il ritardo mentale, le disabilità, la
sindrome di Alzheimer e altri disordini cerebrali, come psicosi,
i disturbi dell’umore e i disordini somatoformi (in particolare
la sindrome di dolore cronico), la sindrome da stanchezza
cronica (CFS) e i disturbi alimentari (anoressia nervosa). Si
può attribuire, in questo modo, anche un nuovo risalto
all’interpretazione del risveglio da coma grazie all’ascolto di
musica e canzoni.

 


Dal
momento che siamo costituiti dal 99% di acqua, è immediato
rapportare queste strutture armoniose al nostro stato di
benessere. Può accadere che un brutto episodio accaduto nel
passato, venga ripreso dalla mente subconscia e letteralmente “proiettato”
sulla mente e sul corpo, causando problemi o malattie. Questo
accade quando una persona, in condizione di debolezza, si viene
a trovare in una condizione fisica e ambientale che assomiglia a
quella vissuta in precedenza. Allora il subconscio ravvisa il
pericolo ed estrae dalla memoria tutto ciò che riguarda
l’episodio passato (emozioni, dolore, ecc.) in quanto ritiene
che, se agendo in quel modo si è riusciti a sopravvivere allora,
con le stesse azioni riuscirà a superare anche la situazione
attuale. L’individuo sarà così riagganciato al passato senza
averne consapevolezza e recupererà il vissuto di dolore emotivo
o fisico associato all’episodio passato.

L’impiego
preventivo e costante degli energizzatori

VITASTIK
e

VITASHELL
, permetterà all’acqua
di cui siamo costituiti, di risintonizzarsi con la matrice di
purezza originale, permettendo il raggiungimento di un
equilibrio energetico più duraturo.


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