CANCRO –  Otto Warburg, biochimico, premio Nobel 1931 (sue ricerche verificate nel 1950) ha scoperto che se nella chimica “respiratoria” delle cellule normali l’ossigeno viene sostituito dalla fermentazione degli zuccheri, si sviluppano facilmente cellule tumorali che funzionano senza ossigeno, analogamente alle cellule vegetali (per le quali l’ossigeno è un prodotto di scarto rispetto all’anidride carbonica), e che sono acide.

E’ evidente perciò la necessità di attenersi ad un’alimentazione adeguata ed esercizi respiratori che contrastino questa tendenza: in particolare si ricorda che il colon può assorbire il 70% dell’ossigeno somministrato per via gastrica ed è quindi in pratica come un “terzo polmone”.

Nell’acqua alcalina (in seguito ad elettrolisi e ionizzazione) aumenta la disponibilità di ossigeno (oltre alla forma molecolare O2) sotto forma di ioni di idrossido (OH-) molto stabili perché legati con minerali ionizzati alcalini (a carica +). Altra reazione è che due di questi ioni possono formare una molecola d’acqua, liberando un atomo di ossigeno.

Si ottengono così due effetti: si neutralizzano i composti acidi e si ossigenano le cellule, e questo è quantomeno preventivo rispetto alla formazione di cellule tumorali.

Gli ioni OH- si formano anche naturalmente nel nostro organismo, ma solo in ambito alcalino (con pH del sangue non inferiore a 7): senza di essi e le molecole O2 si muore.

Le persone con alto livello di alcalinità sopravvivono più facilmente in ambienti scarsamente ossigenati.

In caso estremo, se si interrompe la respirazione, si muore in circa 3 minuti ma chi, come i neonati, ha alto livello di alcalinità, sopravvive anche per qualche minuto in più.

La formazione di cellule “simil vegetali” che non usano ossigeno, inizialmente è un modo di far fronte alla carenza di ossigeno per sopravvivere, finché non escono dal controllo e proliferano senza limiti.

PRESSIONE ALTA

Una causa certa è l’acidosi che fa diminuire l’ossigeno nel sangue, per cui il cuore deve aumentare il ritmo di “pompaggio” (come durante uno sforzo fisico), mentre i residui acidi incrostanti restringono le arterie e quindi si ha un effetto di tipo “idraulico”: a parità di massa liquida pompata e di forza di spinta, se diminuisce la sezione dei tubi aumenta la pressione.

Lo zucchero si combina con l’ossigeno e ne consuma grande quantità sottraendolo all’organismo.

Le bibite gasate contengono zucchero e biossido di carbonio (acido carbonico). Ad esempio Coca-Cola e simili bevande hanno pH acido 2,5 e per neutralizzarlo si dovrebbe diluire un bicchiere di quel liquido in 32 bicchieri di acqua alcalina a pH 10. Stanno aumentando nei giovani malattie tipiche degli adulti ultra quarantenni (per esempio diabete, obesità, ecc.) ed è noto l’alto consumo di quelle bevande da parte loro.

DIABETE – Il pancreas (con le “isole” di Langerhans) produce insulina per la metabolizzazione degli zuccheri (e quindi anche dei carboidrati che li generano). La carenza di ioni di calcio squilibra produzione e presenza di insulina nel sangue, che si acidifica e trattiene scorie che riducono la funzionalità arteriosa, si depositano sulle cartilagini delle articolazioni e provocano logoramento, infiammazioni e dolori.

L’acqua alcalina fornisce ioni di calcio che contrastano queste tendenze, e perciò può prevenire (e modificare in meglio) questi esiti negativi.

Naturalmente, con il suo uso, hanno migliori risultati le terapie specifiche e si rinforza l’organismo in modo che, in moltissimi casi, avviene una ripresa del sistema immunitario che favorisce l’auto-guarigione.

ARTRITE, GOTTA – Relativamente ai dolori alle articolazioni, le cause sono le stesse del diabete (in particolare, nella gotta, si deposita acido urico, prevalentemente generato dal consumo di carne).

Anche in questi casi, assieme ad una alimentazione adeguata, l’acqua alcalina ha un ruolo nel rimuovere le scorie acide e, riequilibrando l’organismo, nel migliorare la funzionalità del sistema linfatico che porta, tra l’altro, allo smaltimento della ritenzione idrica eccessiva nei tessuti del corpo, tipica della gotta.

Non va dimenticato che molti medicinali usati nelle terapie specifiche hanno effetti collaterali acidificanti, da neutralizzare.

Malattie DEGENERATIVE da invecchiamento – Anche queste sono legate all’accumulo di rifiuti acidi e all’azione dei radicali liberi.

E’ certo che, anche in casi di tendenze dovute a fattori genetici ereditari, se si utilizza acqua alcalina fin dall’infanzia si ottiene un effetto preventivo.

Malattie RENALI – I reni sono filtri che eliminano i residui acidi, ma se viene superata la quantità che possono gestire possono cadere in patologie (nefrite, avvelenamento uremico, disturbi della vescica, ecc.).

I calcoli renali sono formati da sali acidi (urico e/o fosforico, combinati con calcio e/o magnesio che in parte riducono l’acidità). Aggiungere ioni di calcio e quindi alzare il pH verso l’alcalino aiuta a sciogliere i calcoli e a prevenire la loro formazione.

L’acqua alcalina quindi può ottenere questi effetti e anche regolare la pressione osmotica e la funzionalità dei reni.

ASMA, FEBBRE DA FIENO, ALLERGIE – Sembra che anche questi disturbi siano riconducibili ad un eccesso di acidità interna che indebolisce il sistema immunitario e ne altera le funzioni, inducendolo a riconoscere come aggressioni pericolose gli incontri con sostanze che, per la maggior parte delle persone, non sono nocive, e scatenando reazioni di rigetto di vario tipo. Tali reazioni hanno aspetti anche auto-distruttivi dell’organismo se questo non riesce a superare l’emergenza ed entra in stato di disturbo cronico (si assommano anche effetti psicosomatici).

IPERACIDITA’ (a livello sensibile) – Bruciori di stomaco, indigestione, gonfiori di stomaco e intestino (gas da fermentazione), nausea, ecc.

Sono riconducibili all’effetto dell’eccessiva presenza di scorie acide e anche in questi casi è di grande aiuto l’acqua alcalina.

OSTEOPOROSI – Le ossa contengono principalmente calcio e fosforo.

Il calcio dà resistenza alle strutture. Quando l’organismo è in acidosi forte e protratta nel tempo, per fornire un “tampone” anti-acido preleva calcio (e altri minerali alcalini) dalle riserve interne e quindi anche dalle ossa, che si indeboliscono fino all’osteoporosi.

Negli anziani, questo può portare a cambi di postura, a incurvature (“ripiegamenti su sé stessi” con apparente diminuzione di statura), forse per un reazione inconscia di difesa contro la possibilità di fratture nelle ossa indebolite.

NAUSEE AL RISVEGLIO di donne in gravidanza Nella fase fetale gli organismi dei bambini assorbono grandi quantità di minerali alcalini di cui hanno bisogno per svilupparsi, sottraendoli all’organismo materno.

Questo avviene anche durante il sonno e quindi, perdendo fonti di alcalinità, il sangue della madre diventa più acido e crea uno squilibrio che porta al senso di nausea (come nei “capogiri” e simili fenomeni di perdita di equilibrio), finché si provvede con l’alimentazione al riequilibrio. L’uso costante e abbondante di acqua alcalina è di grande aiuto.

DIFETTI della VISTA La causa primaria è la perdita di elasticità del cristallino e dei muscoli del globo oculare. Anche in questo caso i residui acidi incrostanti hanno un ruolo nel compromettere la funzionalità dei tessuti corporei (assieme ad alimentazione e “stile di vita”).

Una interessante casistica porta a far ritenere che l’abbattimento della acidosi con l’acqua alcalina consenta recuperi, anche consistenti (si nota molto spesso una sinergia con l’uso di occhiali a fori stenopeici).

MALATTIE INFETTIVE – Quando si è aggrediti da batteri e virus, i linfociti (componenti dei “globuli bianchi” o leucociti del sangue) si scontrano con essi distruggendoli ed essendo in parte distrutti con il conseguente accumulo di cellule morte, che sono acide.

Se l’indice di alcalinità del sangue è elevato e vengono perciò rimossi i residui acidi, la capacità di resistenza e ripresa dell’organismo aumenta.

Non a caso, dopo, per esempio, un attacco di influenza, è buona cosa consumare cibi alcalini (come le banane, che contengono potassio) per reintegrare le scorte ed eliminare le scorie. E’ evidente quindi il ruolo che può avere l’acqua a pH alcalino.

DIARREA CRONICA e STITICHEZZA Sono prodotte entrambe dall’eccesso di acidità che riduce l’alcalinità del succo pancreatico, il quale non riesce a neutralizzare l’acidità degli alimenti che, arrivando negli intestini con troppa acidità provocano la diarrea (una espulsione anomala che il corpo attiva per liberarsi da materiale nocivo, così come avviene con il vomito). Se il disequilibrio non viene rimosso, la diarrea diviene cronica.

Sembra che la stitichezza sia indotta da un accumulo di scorie acide sulla membrana mucosa del colon: l’acqua alcalina sembra favorire la secrezione di fluidi alcalini dal colon, che eliminano gli accumuli acidi, in conseguenza anche della ripresa di alcalinità del succo pancreatico.

Test fatti su decine di probandi stitici (età compresa fra 39 e 62 anni), con il consumo di 1,5 litri di acqua alcalina al dì, a testa, per 7 giorni, hanno mostrato una riduzione del tempo medio di passaggio alle feci da 74 ore a 40, pari a una media dei tempi di riduzione del 51%. Tutti i probandi, continuando il trattamento in un periodo da una a due settimane, riuscirono a defecare una volta al giorno.

N.B. Metabolizzazione dei nutrienti: dopo esser stati disgregati dai succhi gastrici (acidi), gli alimenti hanno bisogno di ambiente alcalino per il loro perfetto assorbimento (cioè, come si dice, per “bruciare” completamente) se no i residui non bruciati si trasformano in grasso, e questo può avvenire anche in chi non mangia molto.

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