Quando il nostro organismo è attaccato dallo stress ossidativo, ecco cosa devi sapere e cosa fare…

Lo stress ossidativo è la rottura del delicato equilibrio fra la presenza di radicali liberi – ovvero i ROS – i sistemi antiossidanti di difesa. I sistemi antiossidanti di difesa sono costituiti da fattori nutrizionali come la dieta, da fattori fisiologi come l’ereditarietà e lo stile di vita e da fattori ambientali quale l’esposizione, appunto, ai radicali liberi.

Approfondimento: cosa sono i radicali liberi?
I radicali liberi sono delle specie chimiche molto instabili e reattive a causa della presenza di elettroni spaiati. Questa loro particolarità fa sì che cerchino continuamente di accoppiarsi ad altre molecole con l’intenzione di prelevare o cedere elettroni, allo scopo di evitare questo disaccoppiamento naturale. I radicali liberi reagiscono con altre molecole attraverso reazioni denominate ossido riduzione: questo perché la specie che perde elettroni attiva un processo di ossidazione, mentre quella che l’acquista attiva un processo di riduzione. Tra i radicali liberi più diffusi vi sono quelle reattive all’ossigeno, denominate ROS.

Lo stress ossidativo è un pericolo per la salute
«Lo stress ossidativo provoca l’insorgenza di numerose lesioni cellulari che, se gravi e protratte nel tempo, conducono a un’accelerazione del processo di invecchiamento e all’insorgenza di numerose malattie». Lo stress ossidativo agendo sui grassi delle membrane cellulari e sulle proteine nucleari determina grossi danni alle cellule distruggendo le membrane e i nuclei, ma tutti i componenti della cellula possono venire attaccati.

Una curiosità
Il concetto di radicali liberi non è affatto nuovo. Già intorno al 1900 Moses Gomberg aveva individuato il primo radicale libero stabile, il trifenilmetile. Ma l’azione deleteria di tali composti fu compresa solo nel 1995 dal premio Nobel Denham Harman.

I ROS più conosciuti
I ROS più conosciuti fino a oggi sono tre: l’anione superossido (O2-), il perossido di idrogeno (H2O2) e il Radicale ossidrilico (-OH). Il primo si inattiva per mezzo della superossidodismutasi (SOD), ma può comportare seri danni al DNA e iperprodurre enzimi a livello leucocitario. Il secondo lo conosciamo tutti con il nome di acqua ossigenata e agisce direttamente nei mitocondri cellulari. Infine, il Radicale ossidrilico è considerato il più reattivo e pericoloso: può provocare danni agli acidi nucleici e alla membrana plasmatica.

Come contrastare lo stress ossidativo

Fortunatamente esistono delle barriere contro il danno ossidativo: Sono i sistemi scavenger (lett. Spazzino) che consistono in una serie di enzimi atti all’arresto della cascata di reazioni dei radicali -superossido dismutasi, catalasi e glutatione perossidasi-, e le vitamine A (retinolo, prodotto di scissione del β-carotene), C (acido ascorbico) ed E(α- o γ-tocoferolo). Per mantenersi in forma, ogni persona dovrebbe introdurre una quantità di antiossidanti pari a 5000 unità al giorno oppure circa 100 chili di Vitamina C al giorno. Capisci che la cosa diventerebbe abbastanza complicata.

A questo punto possono venirci in aiuto gli antiossidanti sotto forma di integratori alimentari, i quali grazie alla loro comodità di impiego ed efficacia si distinguono come le migliori soluzioni attuali. Tra i più efficaci e rinomati troviamo la microidrina nelle varie formule MICROHYDRIN, MICROHYDRIN PLUS e H-500

Alcune delle malattie attribuite ai radicali liberi sono: il cancro, l’infarto, l’arteriosclerosi, l’ipertensione, l’ictus, la demenza di alzheimer, il morbo di parkinson, la cataratta, la
retinite pigmentosa, l’artrite e l’invecchiamento.

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